Condominio minimo: definizione e normativa
Il condominio minimo è una particolare forma di condominio in cui sono presenti soltanto due condomini (o al massimo otto). Questo tipo di condominio è regolato dagli articoli del Codice Civile relativi alla comunione e alla gestione condominiale, con alcune specificità.
Normativa di riferimento
Le norme principali che regolano il condominio minimo sono:
- Art. 1117 C.C. → Definizione delle parti comuni dell’edificio
- Art. 1100-1116 C.C. → Norme sulla comunione (applicabili in assenza di specifiche regole condominiali)
- Art. 1129 C.C. → Nomina dell’amministratore
- Art. 1136 C.C. → Deliberazioni dell’assemblea
Caratteristiche del condominio minimo
✔ Numero ridotto di condomini (massimo otto, generalmente due)
✔ Assenza di obbligo di amministratore (se i condomini non lo ritengono necessario)
✔ Regole più semplici per la gestione delle spese e delle decisioni comuni
✔ Possibilità di applicare le norme sulla comunione in mancanza di un regolamento condominiale
Obbligo di amministratore
- Se i condomini sono fino a otto, non è obbligatorio nominare un amministratore (art. 1129 C.C.).
- Se si superano gli otto condomini, diventa obbligatoria la nomina di un amministratore.
- Anche nel condominio minimo, i condomini possono comunque nominare volontariamente un amministratore, se lo ritengono utile.
Assemblea e decisioni
- Le decisioni devono essere prese con il consenso della maggioranza (ossia il 50% + 1 dei millesimi).
- Se il condominio è formato da due soli proprietari, le decisioni devono essere unanimi, altrimenti è necessario rivolgersi al giudice.
- Per le spese straordinarie si applica la maggioranza prevista dall’art. 1136 C.C.
Ripartizione delle spese
- Le spese comuni si dividono in base ai millesimi di proprietà, salvo diverso accordo tra i condomini.
- Se uno dei condomini si rifiuta di pagare, l’altro può agire legalmente per il recupero delle somme dovute.
Regolamento condominiale
- Nel condominio minimo non è obbligatorio avere un regolamento condominiale.
- Tuttavia, se i condomini vogliono stabilire regole specifiche, possono redigerne uno.
Conto corrente condominiale
- Non è obbligatorio aprire un conto corrente condominiale, a meno che venga nominato un amministratore.
- Se c’è un amministratore, è obbligatorio gestire il denaro condominiale attraverso un conto dedicato.
Il condominio minimo gode di maggiore flessibilità rispetto ai condomini più grandi, ma può presentare problemi nelle decisioni, soprattutto se ci sono solo due proprietari. In caso di disaccordi, è possibile rivolgersi a un giudice per la risoluzione delle controversie.
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