La dotazione minima di area per servizi nelle zone residenziali si riferisce alla quantità di superficie destinata a servizi pubblici o collettivi, come scuole, parchi, attrezzature sportive, spazi verdi e infrastrutture, che deve essere garantita all’interno di una zona residenziale in fase di pianificazione urbanistica. Questa dotazione è regolamentata dal Decreto Ministeriale n. 1444/1968, che stabilisce gli standard urbanistici minimi a livello nazionale.

Principali disposizioni del D.M. 1444/1968

Il Decreto Ministeriale n. 1444/1968 introduce gli standard urbanistici obbligatori per la realizzazione delle aree destinate a servizi nelle nuove lottizzazioni e nei piani regolatori generali. Le principali disposizioni riguardano:

1. Dotazione minima di aree per servizi pubblici

Il D.M. 1444/1968 prevede una dotazione minima di 18 m² per abitante destinati ai servizi pubblici e collettivi nelle nuove aree di espansione residenziale. Questi 18 m² per abitante sono suddivisi come segue:

  • Scuole e attrezzature di interesse comune: 4,5 m² per abitante.
  • Spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport: 9 m² per abitante.
  • Infrastrutture di interesse generale, parcheggi e verde pubblico: 2,5 m² per abitante.
  • Attrezzature di interesse comune, compresi mercati, chiese, edifici pubblici, ecc.: 2 m² per abitante.

2. Aree di parcheggio

Il D.M. 1444/1968 stabilisce anche la necessità di garantire una superficie minima destinata a parcheggi, che deve essere pari a 1 m² ogni 10 m² di superficie lorda di pavimento degli edifici, destinata a servizi e attività pubbliche o di uso collettivo.

Applicazione della normativa

1. Piano Regolatore Generale (PRG) o Piano di Governo del Territorio (PGT)

  • Previsione delle aree: Il PRG o il PGT del comune deve prevedere e pianificare queste dotazioni minime nelle nuove aree residenziali o nei piani di espansione.
  • Rispetto degli standard: I comuni devono rispettare gli standard minimi stabiliti dal D.M. 1444/1968 nella progettazione urbanistica e nell’approvazione dei nuovi interventi edilizi.

2. Piani Urbanistici Attuativi (PUA)

  • Suddivisione delle aree: Nei PUA, che dettagliano la realizzazione concreta delle previsioni del PRG o del PGT, devono essere chiaramente indicate le aree destinate a servizi pubblici.
  • Verifica delle dotazioni: Gli enti preposti verificano che le aree per servizi rispettino le proporzioni minime stabilite.

Eccezioni e deroghe

  • Piani regolatori esistenti: Per piani regolatori approvati prima dell’entrata in vigore del D.M. 1444/1968, potrebbero essere previste norme diverse, ma qualsiasi revisione o nuova pianificazione deve adeguarsi agli standard attuali.
  • Deroghe locali: Alcune regioni o comuni possono prevedere deroghe o norme aggiuntive, ma senza mai scendere sotto gli standard minimi fissati a livello nazionale.

Conseguenze della mancata conformità

Se un progetto non rispetta le dotazioni minime previste dal D.M. 1444/1968, le autorità competenti possono:

  • Rifiutare l’approvazione del progetto.
  • Richiedere modifiche: Per garantire il rispetto degli standard.
  • Imporre compensazioni: Come la realizzazione di infrastrutture aggiuntive o il pagamento di oneri urbanistici.

La dotazione minima di area per servizi nelle zone residenziali è un elemento cruciale per garantire la qualità della vita urbana e la sostenibilità delle nuove espansioni residenziali. Questi standard, definiti dal D.M. 1444/1968, devono essere attentamente rispettati in ogni fase della pianificazione urbanistica, sia a livello comunale che nei piani attuativi specifici, per assicurare che le esigenze della comunità siano adeguatamente soddisfatte.

Di immobiliaresemplice.it

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