Uno sfratto è un procedimento legale attraverso il quale il proprietario di un immobile chiede al tribunale di ottenere la riconsegna dell’immobile da parte dell’inquilino. Tuttavia, in alcune circostanze, l’inquilino può legittimamente opporsi al provvedimento.

1. Vizi formali nella procedura di sfratto

Se il proprietario non ha rispettato correttamente i requisiti previsti dalla legge, lo sfratto potrebbe essere contestato. I principali vizi formali includono:

  • Notifica irregolare della citazione in giudizio o dell’intimazione di sfratto.
  • Errori nel contratto di locazione, come difetti di registrazione o mancata indicazione delle clausole essenziali.
  • Mancato rispetto dei termini di preavviso previsti dalla legge.

2. Pagamento del canone entro i termini di grazia

In caso di sfratto per morosità, l’inquilino può opporsi se:

  • Dimostra di aver pagato l’importo dovuto prima dell’udienza.
  • Chiede e ottiene dal giudice un termine di grazia (art. 55 L. 392/1978), entro il quale sanare la morosità.

3. Mancato rispetto delle condizioni per lo sfratto per finita locazione

Se il locatore intende sfrattare l’inquilino perché il contratto è scaduto, l’inquilino può opporsi nei seguenti casi:

  • Mancata comunicazione del recesso entro i termini previsti dalla legge.
  • Assenza di un motivo valido se il contratto prevede il rinnovo automatico.
  • Diritto di prelazione in caso di vendita dell’immobile (per contratti di locazione ad uso commerciale).

4. Condizioni di fragilità del conduttore

In alcuni casi particolari, il giudice può concedere una proroga dell’esecuzione dello sfratto, ad esempio:

  • Gravi difficoltà economiche comprovate.
  • Presenza di soggetti vulnerabili (minori, anziani, persone con disabilità).
  • Emergenze abitative e sospensioni straordinarie (come previsto in alcuni periodi di crisi).

5. Vizi dell’immobile o inadempienze del locatore

L’inquilino può contestare lo sfratto se dimostra che:

  • L’immobile presenta gravi difetti strutturali o problemi di abitabilità.
  • Il locatore non ha effettuato manutenzioni essenziali che rendono l’immobile inutilizzabile.
  • Il contratto presenta clausole abusive o non conformi alla legge.

Opporsi a uno sfratto è possibile solo in presenza di motivi legittimi. In questi casi, è fondamentale agire tempestivamente, rivolgendosi a un esperto in diritto immobiliare e presentando le dovute opposizioni in sede legale.


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